
Dopo la Germania, per la 12esima tappa fuori dai confini nazionali cambiamo decisamente registro: destinazione Valencia, nel cuore della Comunità Valenciana, in pieno periodo delle Fallas, la festa Patrimonio dell’Unesco che ogni marzo trasforma la città in un teatro a cielo aperto di fuoco, arte e follia collettiva.
La sveglia suona ad orario contadino, direzione aeroporto di Pescara, occhi ancora chiusi, ma spirito già in fermento, arriveremo a Valencia alle 8 del mattino, pronti a tuffarci nel vivo della festa.
Prima tappa all’Hotel Turia Valencia, in zona Campanar, giusto il tempo di mollare gli zaini e ci lanciamo per le strade della città già invasa dai preparativi delle Fallas. Alle 14 in punto, in Plaza del Ayuntamiento, il primo assaggio: la Mascletà, uno spettacolo pirotecnico che non si ascolta, si sente vibrare nello stomaco. Il fragore è assordante, il cielo si riempie di fumo e la piazza esplode di applausi. Chi non l’ha mai vissuta, resta a bocca aperta.
Nel pomeriggio, visita guidata della città con due guide italiane che ci accompagnano tra i tesori del centro storico: la Cattedrale con il suo Santo Graal, la Lonja de la Seda, il vivacissimo Mercato Centrale. Valencia è una città che sorprende, elegante ma mai seriosa, con quella luce mediterranea che a noi abruzzesi fa sentire quasi a casa.
La sera è il momento clou: la tappa annuale estera Agritour, quest’anno presso LA BODEGUILLA DEL GATO, in Calle dels Catalans, nel cuore della Ciutat Vella. Un locale intimo e autentico, dove la cucina valenciana si esprime con tapas generose, jamón ibérico tagliato al coltello, patatas bravas e piatti della tradizione locale. Si brinda con vino della Comunità Valenciana e cerveza bien fría, mentre fuori la città continua a far festa. L’atmosfera è quella giusta: tavolata lunga, risate, brindisi e quel senso di appartenenza che solo l’Agritour sa regalare, anche a duemila chilometri da casa.
La domenica è tutta libera, ed è il giorno perfetto per vivere le Fallas in piena autonomia. Al mattino, le fallas infantiles vengono montate per le strade durante la Plantà: sculture di cartapesta alte anche diversi metri, satiriche, colorate, pazzesche. Alle 14 di nuovo tutti in Plaza del Ayuntamiento per un’altra Mascletà da brividi. Nel pomeriggio si proclama il Ninot Indultat 2026, l’unica statua che verrà salvata dal fuoco per volontà popolare.
C’è chi si dedica alla Città delle Arti e delle Scienze, chi passeggia lungo i Giardini del Turia, chi si avventura nel quartiere di Ruzafa e chi, immancabilmente, va a caccia di birra artigianale tra l’Olhöps Craft Brewery, il Valhalla Bar e la Birreria Portland. Qualcuno prova la horchata con fartons, la tipica bevanda valenciana a base di chufa con il suo dolce da inzuppo: un break gustoso e inaspettato.
La sera ci ritroviamo tutti al ristorante LA CIGRONA, in Calle dels Serrans, per gustarci un’autentica paella valenciana — quella vera, con il socarrat croccante sul fondo, il pollo, il coniglio, i fagiolini e il rosmarino. Niente pesce, come vuole la tradizione di qui. Un piatto che da solo vale il viaggio. A mezzanotte, lo spettacolo finale della giornata: L’Alba de las Fallas, con fuochi d’artificio che illuminano tutta la città in un crescendo di emozioni. Valencia di notte, avvolta nel fumo e nella luce, è qualcosa che resta addosso.
Il lunedì mattina è dedicato alla scoperta delle grandi Fallas montate durante la notte nella Plantà generale delle ore 8. Giganti di cartapesta alti fino a 20 metri occupano le piazze, e ogni angolo della città è una sorpresa. C’è tempo per un ultimo giro, un ultimo caffè, un’ultima foto prima di rientrare in hotel per il check-out. Si riparte direzione aeroporto, Pescara ci aspetta.
Ci mancherà la Cremà del 19 marzo, quando tutte le Fallas verranno bruciate in giganteschi falò — ma ce la racconteranno le immagini in diretta sui telefoni al nostro ritorno. Valencia ci ha regalato colori, sapori, fragori e un calore che non è solo quello del Mediterraneo: è quello di un gruppo di amici che, dopo 26 anni, continua a viaggiare, scoprire e condividere con lo stesso entusiasmo del primo giorno.
Alf&Zama26!





























































































































































































Soci Presenti (30): Luca Di Giammatteo, Alfredo Giugno, Fabiano Giugno, Fausto Appicciafuoco, Paolo Di Biase, Massimo Mandolesi, Vincenzo Faragalli, Sergio Altitonante, Alfonso Di Girolamo, Salvatore Valerio Ferri, Maurizio Belfiore, Francesco Di Carlo, Cristiano Perletta, Gianni Volpi, Marco D’Amico Marcozzi, Gianluca Ceci, Paride Carusi, Marcello Di Biagio, Daniele Di Nicola, Antonio D’Ignazio, Enzo D’Alessandro, Domenico Ferretti, Massimo Gimminiani, Enrico Ercole, Enrico Cicconi, Marco D’Aprile, Giancarlo Daniele, Domenico Rastelli, Luca Trifoni, Massimo Salvatori.
Voto Finale
Valencia 2026